Città Alta Bergamo: il Palazzo della Ragione

Il suo nome deriva da Ratio, che in latino significa “amministrazione pubblica”, infatti, in età comunale, qui si riuniva il consiglio comunale, si tenevano i processi, venivano accolti gli ambasciatori.

Il palazzo della Ragione, che si trova in città alta, ha alla base tre archi che aprono su un porticato di grandi dimensioni. La loggia è sostenuta da pilastri imponenti. Sembrano tutti uguali, ma a osservarli bene, i capitelli sono uno diverso dall’altro. Su alcuni sono scolpiti piccoli uomini che si tengono per mano,  su altri spiccano fiori e bestie.

Oggi il fronte principale dà su Piazza Vecchia, ma fino a metà del Quattrocento, lo slargo non esisteva, quindi il palazzo prospettava su Santa Maria Maggiore e sul Duomo. Fu nel 1453 che venne “girato”. La nuova facciata fu ingentilita aggiungendo un paio di finestre trifore. A destra fu realizzata la scala che portava al piano superiore e venne aperto il porticato in modo da collegare la zona amministrativa a quella religiosa.

Nel 1513 gli spagnoli misero a ferro e fuoco la città e decisero di oltraggiare il palazzo simbolo del potere cittadino che, infatti, fu quasi del tutto distrutto da un incendio. I bergamaschi non si persero d’animo e nel 1520, l’architetto Pietro Isabello lo restaurò. Ridisegnò la parte superiore, creando un’unica enorme sala con un pavimento in cotto. Viene chiamata “delle capriate” per il tetto a due falde con capriate lignee senza colonne di sostegno. Fece inoltre innalzare la scalinata che porta all’ingresso del palazzo tramite un cavalcavia loggiato e che, allo stesso tempo, consente l’accesso al vicino Palazzo del Podestà. Più tardi fu aggiunto il finestrone centrale, sormontato poi dal leone di San Marco.

Oggi la sala “delle capriate” conserva affreschi strappati da chiese e case cittadine. Fra i più famosi, anche se molto rovinati, quelli realizzati da Bramante sulla facciata di Palazzo del Podestà.

Sotto il porticato, a terra, si scorge una strana linea oblunga. Si tratta di una meridiana, uno strumento di misurazione del tempo fondato sul rilevamento della posizione del sole. Alzate gli occhi verso uno dei capitelli, troverete una piastra con un foro. É uno gnomone, la parte dell’orologio che proietta la propria ombra sulla meridiana.

Sotto i portici di Palazzo della Ragione, attorno al XVII secolo, nacque la tradizione del teatro dei burattini. Fra le maschere della Commedia dell’Arte si affermò il personaggio di Gioppino, espressione del popolano bergamasco rozzo ma arguto, subito riconoscibile per i tre inconfondibili gozzi.

Author: Martina

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